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Manolo Anima in plexiglass

Registrato: 26/07/06 20:07 Messaggi: 138 Località: thunder road, 15
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Inviato: Sab Gen 30, 2010 2:34 pm Oggetto: dovevano essere 33.. ma non lo ho mai finiti |
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Prefazione
Mi sono trovato un giorno a parlare con un mio amico dei vecchi dischi, i 33giri appunto e li ho chiamati, come si faceva nel secolo scorso, "vinile" al che una ragazza di una decina di anni più giovane di noi, che stava seguendo i discorsi, ha chiesto che termine era vinile..
Questo un po' mi ha fatto sentire un vecchio, ma d'altra parte mi ha fatto pensare che molte delle cose vissute da me saranno irripetibili, come i vecchi album, con copertine apribili, buste dei testi, grandi foto, ecc.. per ciò ho deciso di scrivere, per non perdere quelle storie, di trasformarle in racconti, racconti che in maggior parte sono adatti ad essere letti con un sottofondo musicale. C'è molto del mondo di Ligabue (il cantante non il pittore) ci sono andate e ritorni da concerti, ci sono anni di vita vuota e anni di vita piena...
Allora il mio consiglio e mettere sul piatto (se c'è l'avete ancora) un vecchio 33 giri a vostro piacimento, sistemare la puntina e... apprezzare questi miei (33) giri. |
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Inviato: Sab Gen 30, 2010 2:34 pm Oggetto: Adv |
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Manolo Anima in plexiglass

Registrato: 26/07/06 20:07 Messaggi: 138 Località: thunder road, 15
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Inviato: Sab Gen 30, 2010 2:36 pm Oggetto: |
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| Molti leggendo quello che ho scritto nell'altro topic, forse hanno pensato che avevo scritto la storia d'amore più pazza della mia vita, invece la storia con la Cri di borgopanigale è stata una storia leggera bellissima ma nulla di più di sogno; la vera storia d'amore che mi ha segnato si è svolta molto prima e il fatto che sia ancora nella mia mente da' la dimostrazione della sua importanza. L'anno era il 1992 e per me (e anche per lei) era l'anno della maturità, per chi la ha passata o la sta passando non ci vogliono altre spiegazioni: è un anno particolare e proprio in quell'inverno ho incontrato quella che è rimasta la mia ragazza ideale , quella che aveva ciò che non ho ritrovato in nessun’altra; la storia è cominciata in un freddo pomeriggio d’ottobre (91) ed è terminata proprio il 10 aprile dell'anno successivo. ICE EYES così la chiamavano i suoi amici, per via di quel paio d’occhi di un colore indefinibile tra il grigio e il celeste, quello sguardo che mi sono trovato davanti a casa di un amico mentre la mia unica preoccupazione era passare nel migliore dei modi l'ultimo anno delle superiori e mi trovavo da lui per preparare l'interrogazione del giorno dopo. Della ragazza conoscevo già la madre, ma di colpo trovarmi di fronte lei, cosi bella (quando a sentire la madre sua figlia era una ragazza anche bruttina) ed innamorarmene è stata una cosa unica. Lei tra le altre cose aveva appena mollato un ragazzo ed era in un periodo strano anche perché il suo ex non la lasciava in pace ed io la vedevo cosi fragile con il suo visino d'angelo mentre lei mi raccontava la sua versione della storia con questo tipo. Il giorno dopo ci siamo rivisti "casualmente" in centro, io fino il giorno prima non la avevo mai notata ma inspiegabilmente da quel giorno si faceva trovare nei posti che frequentavo, sapendo che aveva appena finito una storia non le ho imposto di cominciarne subito un altra e così ho cominciato a frequentarla da amico, con passeggiate in centro nei pomeriggi, poi tea caldi e biscotti a casa sua (lei abitava in centro io fuori), la aiutavo a studiare nelle ore perse a casa sua davanti al caminetto... (e lì la hai baciata! starà pensando qualcuno) e nulla di più perché ne ero talmente innamorato da lasciare a lei il compito di fare il primo passo quindi non la ho mai baciata. Tutto questo è durato fino alle vacanze di natale quando lei è andata via per tutto il periodo e quando è tornata........ Non si faceva più trovare da me, la mamma diceva che era fuori ma io in giro per il centro non la trovavo, alle telefonate non rispondeva... (quando ho visto Radiofreccia di fronte alle scene di Freccia che cerca la sua Cristina avevo una sensazione di dejà vu) poi ho scoperto il perché: il suo ex vedendomi con lei la aveva lasciata in pace. Ma ora ero io che non volevo perderla quindi ho pensato, dopo mille tentativi di rivederla a vuoto, di mandarle una lettera come ultima chance, una lettera cui lei ha risposto con frasi tipo: perdonami ma mi sento come una farfalla che non sa su che fiore posarsi...... La ho rivista e come il primo giorno ero ancora innamorato di lei però un po' ero diffidente dopo ciò che era successo e quindi non la consideravo sincera, a S. Valentino le ho regalato un gioiello anche se formalmente non eravamo assieme e lei ha ricominciato a non farsi trovare come un mese prima; a questo punto ho lasciato stare, se lei mi voleva doveva cercarmi lei, io mi sono fatto vivo il giorno del suo compleanno (il 10 aprile appunto) con un mazzo di fiori gigantesco (naturalmente lei non era in casa quando glielo ho portato secondo quanto mi ha detto la mamma anche se io avevo aspettato nei pressi di casa sua che lei rientrasse) poi lei mi ha telefonato chiedendomi scusa e dicendomi "se mi vuoi venire a trovare stasera..." A questo punto pero le ho detto no (perché ero stanco di bugie). Mi ha lasciato un dubbio però, se lei nella telefonata era stata sincera io ho perso per sempre la mia più grande storia d'amore; infatti dopo quell'inverno non la ho più rivista se non di sfuggita un paio di volte anche perché lei è andata all'università e quindi in altra città. Io dopo la maturità ho iniziato a lavorare e sopratutto a cercare di dimenticarla ma non ho trovato in nessun altra ragazza quello che avevo intravisto in lei, e mi ritrovo qui a distanza di tanti anni a pensarla ancora dopo aver perso per lei cinque anni di vita a cercare una ragazza che non esiste |
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Manolo Anima in plexiglass

Registrato: 26/07/06 20:07 Messaggi: 138 Località: thunder road, 15
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Inviato: Sab Gen 30, 2010 2:43 pm Oggetto: |
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il primo racconto ...
I miei giri cominciano così, su una vecchia auto marrone, la prima quasi completamente mia, quella con cui mi sono destreggiato tra i primi veri giri che non fossero troppo vicini a casa.
18 anni, una patente fresca e le semplici autostrade mai percorse prima in prima persona che sembravano le highways americane narrate da Springsteen.
Born to run, il mitico vinile del boss trasferito in cassetta e fatto suonare su un autoradio, che per quanto scassata permetteva di ascoltare la nostra musica al volume che si voleva. La musica ascoltata sull’A28 per andare "almeno" fuori regione aveva un altro suono rispetto a quello ascoltato fermi in casa, qua le ruote viaggiavano come parte del disco.
La mia macchina, che per renderla personale ed unica aveva le piantine al posto dei peluche, (due piantine grasse alte poco meno di dieci centimetri sistemate sotto il lunotto una a destra e l'altra a sinistra e chiamate appunto Ernesta ed Evarista) per lo più mi portava a scuola in un gelido inverno, parcheggiata in bella mostra per i ragazzini delle prime classi che ci vedevano con la loro immaginazione come vedevamo noi alla loro età "quelli più grandi"... e poi via per le strade che portavano ai primi concerti, e sopratutto lontani da una casa che a volte sembrava una prigione.
L'estate calda aveva come unico mezzo di refrigerio i finestrini abbassati e la meta che erano le serate al mare; la voglia di scappare lontano che si scontrava con la poca benzina nel serbatoio, quello restare sempre al limite della riserva che a volte faceva rimanere a secco, quello viaggiare come indiani motorizzati ( gli indiani usano le frecce, i cowboy no)¹ magari con la musica del vero indiano americano che come s’intuiva dai video dell'epoca era Littlesteven ( bandana in testa e quell'aria da selvaggio).
C'era quando ero bambino una pubblicità della vespa sulla quale il ragazzo in vespa inseguiva e sorpassava l'autobus perso da una ragazza, ma poi lei preferiva continuare il viaggio in vespa, uno dei mie primi ricordi con lo zatterone è stato proprio l'inseguimento ad un autobus per far sì che un compagno di classe riuscisse a prenderlo poiché era l'ultimo disponibile.
Lo zatterone aveva questo nome rubato ad una canzone dei Pitura freska ed era in grado d’essere atollo di salvataggio.. nel bagagliaio ci sono stati per molto tempo un rotolo di carta igienica, una scatola di monopoli, carte da gioco, un pallone di quelli da pochissimi soldi,racchette e palline da ping pong, una confezione di tea al limone e una di crakers, insomma se fosse capitata l'occasione di fuga non ci sarebbero stati problemi , la fuga la cantava Springsteen in Born to run o per noi più comprensibile il Liga in Salviamoci la pelle... ma non ho mai avuto al forza di lasciare tutto e partire... solo giri che alla fine gira gira gira, tanto torni qua.. lalalalalalalllalalala
¹: una delle cose buone ad essere indiani motorizzati è che per svoltare si mette sempre la freccia |
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Manolo Anima in plexiglass

Registrato: 26/07/06 20:07 Messaggi: 138 Località: thunder road, 15
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Inviato: Sab Gen 30, 2010 2:58 pm Oggetto: |
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Il ritorno di bruce con la e street band nel 99 è stato coronato da una serie di concerti , di cui ho potuto vedere le date di Milano e Vienna. per la data di Milano sono rimasto in forse senza biglietto fino all'ultimo ma per vienna avevo il biglietto mesi prima è stato qualcosa di magico gia dal momento in cui si è prospettato il viaggio, mi guardavo la cartina dell'europa da mesi prima, il mio primo viaggio lungo con la macchina presa da poco e all'estero per la prima volta ... non sapevo ancora se avessi potuto vedere Springsteen in altra data ma le cose stavano assumendo un contorno mitico, ero sicuro di vedere Bruce e la e street band e non in un posto qualsiasi ma a Vienna...
a me Vienna (appena arrivato) ha fatto venire in mente una canzone di Goran Kusminac , stella del nord...
Guarda il mattino
si sta aprendo su questa città
mi piace vedere studenti di Amburgo
ubriachi di birra scura
e bionde francesi
che ridono
senza nessuna paura.
E i volti stan cambiando
eppure così uguali
il Danubio striscia via
non è mai stato blu
nemmeno a casa mia, mille sogni più giù.
Oh stella del nord
vieni via
troveremo una stanza d'albergo tutta a fiori
ed una padrona grassa piena di allegria,
oh stella del nord
oh stella del nord
E poi andremo fuori
a respirare
e a ridere un po'
di quella gente che cerca Strauss
sotto i lampioni del centro
ma i veri poeti si nascondono bene
dentro incredibili bar.
Oh stella del nord
vieni via.
troveremo la vera gente che suona per le strade
balleremo e canteremo in allegria
nessuno ce l'ha detto che la giovinezza passa,
oh stella del nord.
Non ho trovato la stanza a fiori, né la padrona grassa, ma i ragazzi che ci avevano procurato i biglietti si erano sistemati in un appartamento in centro, uno di quelli da studenti con bagno esterno, comune a tutto il piano... il totale era abbastanza squallido ed è svanito subito il romanticismo di Goran dalla mia mente, mi sono concentrato su ciò che dicevano le persone che ho incontrato in quell'appartamento del centro, siamo stati lì ad aspettare il concerto; e nel sentire le loro emozioni dei concerti gia visti e l'aspettativa per questo, mi sono dimenticato le persone che mi hanno chiesto "perché due concerti di seguito??"
lì in quel pomeriggio viennese ho conosciuto persone che stavano seguendo tutto il tour europeo e i ragazzi romani per poco non mi convincevano a seguirli a Zurigo.. quando usciamo piove su Vienna in un temporale primaverile, anzi altro che una pioggia, scende la grandine anche se per solo poco tempo,smette anche la pioggia e lascia un buon odore ( che sarà una delle cose che ricorderò di Vienna) e una temperatura che non mi aspettavo così gradevole; Il palazzetto ha poco di romantico, ricorda quelli italiani, ci sono gia i ragazzi in attesa e i DJ delle radio locali che fanno interviste, poi l'attesa ci riserva altre sorprese, il bagarino con un cartello fatto a mano con su scritto suke carten che alla fine parla in napoletano, così come il cameriere del locale messicano in cui siamo andati a mangiare una cosa a mezzogiorno; la fila alla transenna non è troppo diversa da quella di molti altri concerti, finalmente aprono e la corsa disperata all'interno del palazzetto e quasi insperata LA PRIMA FILA .
ci sediamo e il preconcerto si dipana per noi nelle cazzate sparate nell'attesa e il tempo passa e si spengono le luci... finalmente il concerto! che è tutta un’altra cosa in prima fila con Lui lì quasi a portata di mano, le nostre emozioni a stringersi e le voci che credo lui riusciva a sentire ,dalla nostra posizione abbiamo visto i figli di Bruce con le balie, e poi sopratutto cercare di guardare il mio mito negli occhi, nella speranza che lui si volti ed incroci lo sguardo anche solo per un attimo,un attimo che non è esistito. Uno sguardo ricambiato dall'"indiano" Little Steven per la serie sguardi celebri ( a cui si aggiungeranno in una pazza estate gli sguardi su di me di Patty Smith e Roberto Benigni) E il concerto vive su quello sguardo di LittleSteven in una serata in cui era particolarmente incazzato con i tecnici luci ( quante cose si notano dalla prima fila..) o sul fatto che Clarence Clemmons sembri molto più vecchio del boss...ma alla fine il concerto ha preso l'odore di Vienna bagnata dalla pioggia, quella sensazione che ho sentito anche a spettacolo finito, una volta usciti spinti fuori dal servizio d'ordine troppo austriaco, che noi si voleva rimanere lì ad assaporare ancora il retro gusto di quel concerto, ed io in particolare a scherzare su una ragazza austriaca presa a sandwich nel nostro gruppo.. la serata finisce e comincia una nottata e un occasione persa , una notte a Vienna, gli amici che ci propongono di dormire in qualche modo nell'appartamento e poi partire la mattina dopo.. ma ci sono le scuse del mio compagno di viaggio che non può accettare; la cosa è una nota stonata ma tant'è che era gia bello così.. una notte di viaggio tra le alpi ed un ritorno all'alba dopo 24 ore indimenticabili |
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Manolo Anima in plexiglass

Registrato: 26/07/06 20:07 Messaggi: 138 Località: thunder road, 15
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Inviato: Sab Gen 30, 2010 2:59 pm Oggetto: |
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Ci sono molti modi di partecipare ad un evento, le due che si trovano agli estremi del come viverlo sono: a) esserne spettatore b) esserne partecipe. Io il carnevale a Venezia lo vivo nella seconda maniera: tra i ragazzi che in piazza San Marco si mettono a truccare i turisti oppure tra quelli che suonano la sera per ravvivare la "triste Venezia" e non parlo di musica classica ma di ska e reggae che esce allo scoperto a contaminare la festa (seppure nascosto dietro la maschera di una Venezia millenariamente uguale); Comunque una cosa buffa buffa mi è capitata in una fredda giornata di carnevale in piazza San Marco tra i truccatori che stavano dipingendo i turisti in piazzetta dei Leoncini ( a fianco della basilica). Ero li coinvolto da una amica che studiava a Venezia, mi aveva dipinto una bella faccia da Leone e per ringraziarla ero rimasto lì e gridavo ai turisti "TRUCCHIMEIKUP" per cercare di attirare l'attenzione delle persone spaesate da tanta confusione, perché la confusione è la cosa principale del carnevale, a saperla sfruttare si può andare da S. Marco alla stazione in 20 minuti conoscendo i passaggi poco battuti (a meno di non fidarsi di chi vi fare i giri in tondo) ma la cosa migliore è viverla nelle sere veneziane del carnevale,magari ci sarà meno gente e non sarà possibile viaggiare gratis in treno e in vaporetto certi che in mezzo a quella calca nessun controllore potrà mai verificare il biglietto, ma se si arriva in laguna mentre gli altri stanno partendo si può viverla più nelle cose che a un turista sfuggono.Indifferentemente da che ora si arrivi comunque il punto centrale della festa è sempre in piazza.Quel pomeriggio in cui ero leone tra i Leoncini, mi si avvicina una ragazza molto carina, molto... come definirla?? bona! credo sia il termine più adatto; non so perché ma decido di farle uno scherzo e di sollevarla per fingere di lanciarla e mi trovo un peso che non credevo cosi.
Mi sono trovato con la schiena bloccata nello sforzo e naturalmente non potevo lasciare cadere a terra la ragazza, delicatamente l' ho poggiata a terra e sono scappato via, un bello sforzo da settimana di convalescenza; ho raggiunto la stazione con la coda tra le gambe, facendo proprio una figura da ...lione |
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Manolo Anima in plexiglass

Registrato: 26/07/06 20:07 Messaggi: 138 Località: thunder road, 15
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Inviato: Sab Gen 30, 2010 3:03 pm Oggetto: |
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fragole ed albicocche
L'albicocca qui citata ( al pari della fragola) non è un frutto ma una ragazza, anzi in quella primavera avevamo tutti il nostro frutto, io ero il caco, per la forma e sopratutto era il periodo de "la terra dei cachi", la canzone di Elio, poi c'erano in ordine sparso limone, kiwi, mela, prugna ecc
A me piaceva l'albicocca ( la ragazza intendo) che era la cugina del limone,
al limone piaceva la fragola e non era un amore facile ai tempi (però si sono sposati recentemente) una amica della fragola era la prugna che aveva la caratteristica di essere una ragazza lassativa; la prugna era la morosa del kiwi, si frequentava tutti la palestra di karatè chi più assiduamente chi meno; tra mosse di katà, problemi sentimentali si allargava il giro dell'ortofrutta.
A far da perno invece che un negozio di ortofrutta era un negozio di articoli da regalo gestito da quello che vi ho presentato come il "limone" un negozio molto carino dove tra troll in vendita, profumi da ragazza e canzoni celtiche si intrecciavano le storie.
Quello è stato l'anno di laurea della fragola e tutta l'ortofrutta si è spostata nelle calli veneziane a festeggiare l'evento in una splendida mattinata di laureati di quasi di laureati e di mailaureati tra mani felici e mani tremolanti.
Chi le ha inventate le fotografie ...
bho non lo ricordo, so che il cinema lo hanno inventato i Lumière ma le foto dell'albicocca in bianco e nero ogni tanto rispuntano da una copertina di una musicassetta e mi fa venire in mente quando io e l'albicocca abbiamo duettato "se mi vuoi" con molta convinzione da parte mia, mentre da parte sua c'era solo la voglia di cantar quella magnifica canzone di pinodanieleirenegrandi
Dopo l'estate e i racconti di un viaggio in Bretagna (senza attraversare la manica) da parte del limone i nostri frutti sono andati un po' nel dimenticatoio soppiantati da altri modi di dire altre storie altre ragazze impossibili |
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Manolo Anima in plexiglass

Registrato: 26/07/06 20:07 Messaggi: 138 Località: thunder road, 15
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Inviato: Sab Gen 30, 2010 3:07 pm Oggetto: |
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jessica Coniglia
A volte per cambiare la vita basta un taglio di capelli fatto al momento opportuno,
è stato cosi che ho conosciuto la Jessica, l'unica ragazza al mondo capace di dire frasi tipo: "pensavo venivaste voi" e " ma lo dobbiamo proprio andarlo a prenderlo?" non so come ci sia capitata la Jessica in quella banda di matti che ho conosciuto quell'inverno, infatti lei c'era gia quando sono entrato io, la Je abitava un po' distante da noi , per questo ha detto le due frasi che ho riportato e che sono rimaste celebri ; comunque lei prendeva la sua peugeottina e ci raggiungeva per delle serate molto fuori ( per lei sicuramente fuori regione).
Non so come ci sia capitata la Jessica in quella banda di matti, so che io mi sono ritrovato lì in mezzo dopo che il mio parrucchiere di fiducia mi ha domandato " cosa fai stasera?" ed io che non avevo niente da fare per quella sera ho accettato l'invito ad uscire con loro;
forse non dovevo fidarmi di un parrucchiere che suona il sax e una volta mi ha tinto di blu le sopraciglie ma se non uscivo quella sera probabilmente non avrei conosciuto l'unica Jessica della mia vita.
Fino ad allora l'unica Jessica di cui avevo conoscenza era la JessicaRabbit del film Chihaincastratorogerrabbit, avete presente la rossa formosa.. bhe anche la Je era rossa, sempre merito del acconciatore saxofonista ed era anche un po' coniglia quando l' ho conosciuta. La classica ragazza un pelo timida che non si nota subito, difatti rispetto ad altra ragazze del gruppo passava in un secondo piano, non aveva la bellezza esplosiva della Giovi o la simpatia della Mary pero aveva il suo fascino e mi ha stregato.
Un cappello da strega è stato il regalo dell'epifania di quell'anno, un anno non cominciato con un veglione insieme a loro, ma proprio a sfatare il detto legato al capodanno, ho passato moltissimi giorni e moltissime serate con quel gruppo di persone.
Tra tutti spiccava Marco, un po' per la testa da bagigio, un po' per l'altezza, un po' perché grazie a lui siamo passati da un inverno sempre in giro ad un estate sempre nella sua casa al mare e soprattutto nella piscina della casa al mare, quella della festa con la sangria fatta a litri nei secchi, con Marco e la sua morosa (la tecia) al lavoro per organizzarla gia nel pomeriggio, con la ricerca del ghiaccio per tener tutto fresco e infine la piscina in cui sono finito dentro vestito durante i festeggiamenti del mio compleanno. Io lo sapevo che mi avrebbero fatto lo scherzo di gettarmi dentro e quindi mi ero portato un cambio completo, peccato che in piscina ci sono finito due volte... poco male era estate e vestito solo di un asciugamano sono tornato a casa. Il bello che non abitavo a cinque minuti a piedi da li ma a 30 minuti di macchina, ma vista l'ora tarda e le strade secondarie mi sono evitato strani incontri con i poliziotti ( strani per loro perché uno che guida in asciugamano e scarpe non so le l'abbiano mai visto). La casa di Marco al mare era la meta fissa di quell'estate alternata con l'appartamento al mare della Jessica.
La casa della Jessica, invece, con la sua collezione di grappe l' ho vista una sola volta. Per la legge dei reciproci, lei è passata una sola volta a casa mia, sempre e comunque in compagnia della band, nel cuore della notte a finire una serata allnightlong che per me sarebbe terminata il giorno dopo, una volta rientrato dal lavoro e non una serata qualsiasi ma quella del suo compleanno.
Tra un coperchio che cadeva e un sacco di risate , con il dire "fate poco rumore che dormono" e poi essere il più rumoroso si sono fatte le tre.
Eravamo molto rumorosi, se non di più!. In un ristorante non ci hanno voluto più vedere dopo una cena di compleanno multipla finita con lancio di cibarie varie addosso ad uno dei festeggiati, il Marco di cui sopra, oppure nell'afosa estate a suonare i bonghi nell'appartamento al mare della Jessica i vicini si sono lamentati fino a chiamar i vigili per la nostra rumorosità. L'appartamento al mare della Jessica ha pure avuto il lampadario sradicato durante una mossa di karatè da parte di uno degli amici in elevato tasso alcolico.
L'euforia era garantita anche senza il contributo di birra, vino o altro, ci sono state pazzie vere tipo salire al Piancavallo all'epifania con le ruote lisce e senza catene durante una nevicata alternate a momenti di pazzia più leggera tipo entrare nel giardino della mitica villa disabitata per trascorrere una serata alternativa immersi nella tranquillità di un parco al di fuori del mondo o semplicemente una serata in garage diventava una cosa indimenticabile tra i regali che Marianna inventava o tra
il profumo della carne che si arrostiva che ci impregnava i vestiti.
A volte un emozione ha anche un odore, a me quella compagnia di pazzi ha l'odore di quella cena nel garage e lo terrà per sempre.
La Marianna nella sua camera aveva dipinto una parete secondo il suo estro e tra le varie cose c'erano tutti i ragazzi e le ragazze in versione fumetto con la loro battuta tormentone ( la mia era " hai visto che belle scarpe che ho ??")
.....
( racconto non ultimato) |
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ponga89 Sopravvissuto e Sopravvivente

Età: 20 Registrato: 20/04/07 22:29 Messaggi: 542 Località: Roma
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Inviato: Sab Gen 30, 2010 4:17 pm Oggetto: |
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mi ci vorranno 3 giorni per leggere tutto ^____^ _________________ una di
...se la risposta è FEMILI la domanda qual è?
*I LOVE FEMILI* |
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barracuda Sopravvissuto e Sopravvivente

Registrato: 28/03/07 21:35 Messaggi: 1216
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Inviato: Sab Gen 30, 2010 4:20 pm Oggetto: |
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....... E IL RACCONTO NON E' ULTIMATO!  _________________ LUCIANO... ATTENTO...
SONO IN GIRO!!!!!!
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ponga89 Sopravvissuto e Sopravvivente

Età: 20 Registrato: 20/04/07 22:29 Messaggi: 542 Località: Roma
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Inviato: Sab Gen 30, 2010 4:21 pm Oggetto: |
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già  _________________ una di
...se la risposta è FEMILI la domanda qual è?
*I LOVE FEMILI* |
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Stanley Sopravvissuto e Sopravvivente

Età: 31 Registrato: 11/09/07 00:16 Messaggi: 1574 Località: new orleans
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Inviato: Sab Gen 30, 2010 11:31 pm Oggetto: |
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se fosse un libro inizierei a leggerlo innanzitutto per il titolo. _________________ What is Essential is Invisible to the Eyes
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barracuda Sopravvissuto e Sopravvivente

Registrato: 28/03/07 21:35 Messaggi: 1216
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Inviato: Sab Gen 30, 2010 11:53 pm Oggetto: |
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cioè? _________________ LUCIANO... ATTENTO...
SONO IN GIRO!!!!!!
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Stanley Sopravvissuto e Sopravvivente

Età: 31 Registrato: 11/09/07 00:16 Messaggi: 1574 Località: new orleans
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Inviato: Dom Gen 31, 2010 12:04 am Oggetto: |
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dovevano essere 33.. ma non lo ho mai finiti
ispira _________________ What is Essential is Invisible to the Eyes
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barracuda Sopravvissuto e Sopravvivente

Registrato: 28/03/07 21:35 Messaggi: 1216
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Inviato: Dom Gen 31, 2010 12:30 am Oggetto: |
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ah. io non l'avevo capito che quello fosse il titolo.
un pò come le 77 poesie di Luciano  _________________ LUCIANO... ATTENTO...
SONO IN GIRO!!!!!!
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